Perché occorre la certificazione energetica per calcolare il canone concordato?

 

Perché occorre la certificazione energetica per calcolare il canone concordato? ” E’ una delle domande che ultimamente viene posta molto frequentemente ai miei collaboratori.

Il motivo è piuttosto semplice ma non banale e cercherò di spiegartelo in questo articolo.

Per essere esaustivo farò anche una breve introduzione sulla cedolare secca e sul contratto a canone concordato.

Ecco dunque cosa troverai in questo articolo:

  1. Cosa è la certificazione energetica
  2. Cosa è il contratto a canone concordato
  3. Perché occorre la certificazione energetica per calcolare il canone concordato

Se alcuni concetti per te sono già chiari passa pure al punto successivo.

1) Cosa è la certificazione energetica di un immobile

La certificazione energetica o A.P.E. (Attestato di prestazione energetica) è quel documento che descrive le caratteriste energetiche di un edificio.

Ne attesta anche le prestazioni stesse, sintetizzandole in una scala che va da “A” a “G” dove “A” è riferito ad un edifico con le migliori prestazioni e “G” un edificio con le peggiori prestazioni.

La certificazione energetica può essere fatta solo da soggetti accreditati chiamati certificatori energetici.

La certificazione energetica ha una durata di 10 anni e va aggiornata nel caso di lavori che migliorino l’efficienza energetica dell’immobile

Sono stato volutamente molto sintetico per quanto riguarda la spiegazione sulla certificazione energetica.

In queste poche righe ho voluto fornire una base di informazioni necessarie per capire l’oggetto di questo articolo: ” Perché occorre la certificazione energetica per calcolare il canone concordato “.

2) Cosa è il contratto a canone concordato?

Quando scegli di mettere in affitto il tuo immobile abitativo per una durata superiore a un mese hai due possibilità.

La prima è quella di usare il contratto di locazione “ordinario” ovvero un contratto con la durata di 4 anni + 4 anni e con un canone che potrai liberamente decidere.

La seconda alternativa è quella di utilizzare i contratti a canone concordato ovvero contratti con una durata di 3 anni + 2 anni (durata che viene ridotta per i contratto transitori che possono variare da 1 a 18 mesi oppure per i contratti per studenti universitari fuori sede la cui durata può variare da 6 mesi a 36 mesi.

Per questo tipo di contratti il canone non può essere liberamente deciso dalle parti ma deve essere calcolato basandosi su quanto previsto dagli accordi territoriali.

Gli accordi territoriali sono una sorta di “manuale di istruzioni” per l’utilizzo dei contratti a canone concordato.

L’accordo territoriale viene predisposto dalle associazione di categoria dei proprietari e degli inquilini ed è depositato in comune. Mentre scrivo, l’ultimo accordo territoriale per il comune di Brescia è stato depositato a Giugno 2018.

Al suo interno si trovano i parametri per calcolare il canone massimo a cui affittare un appartamento in quel comune utilizzando i contratti a canone concordato.

Sempre al suo interno puoi trovare le modalità di calcolo e i modelli di contratto da utilizzare .

Se vuoi capire meglio cosa è un contratto a canone concordato clicca QUI per leggere un intero articolo dedicato all’argomento

Ora ti starai chiedendo perché un proprietario dovrebbe optare per un contratto a canone concordato non potendo scegliere liberamente il canone.

Le motivazioni sono sostanzialmente due:

  • sono previste delle agevolazioni fiscali ovvero la riduzione delle tasse da pagare sui canoni percepiti e sconti su IMU e TASI. (Mentre scrivo chi sceglie di pagare le tasse sui redditi da locazione scegliendo la cedolare secca pagherebbe il 21% con il contratto classico, mentre pagherebbe il 10% con i contratti a canone concordato oltre ad avere uno sconto del 25% su IMU e TASI). Ricordo che per ottenere gli sgravi fiscali, il contratto sottoscritto dovrà essere asseverato da una delle associazioni di categoria. Ovvero l’associazione di categoria verificherà che sia il contratto che il canone corrispondano a quanto previsto dagli accordi territoriali di riferimento.
  • questi contratti hanno delle durate inferiori (per qualche proprietario potrebbe essere un valore aggiunto avere la certezza di rientrare in possesso dell’immobile in tempi inferiori rispetto ai contratti 4+4.

Spero che dopo aver letto i primi due punti di questo articolo ti siano chiari i concetti di certificazione energetica e contratto a canone concordato

Se desideri approfondire gli argomenti ecco alcuni articoli che ti potrebbero essere utili:

 

3) Perché occorre la certificazione energetica per calcolare il canone concordato?

Siamo arrivati al cuore dell’articolo.

In passato non occorreva la certificazione energetica per calcolare il canone concordato massimo a cui affittare il proprio immobile.

Le cose sono cambiate dopo la sottoscrizione dei nuovi accordi territoriali (a Brescia sono stati sottoscritti nel Giugno del 2018).

Adesso infatti tra i vari parametri per il calcolo del canone massimo occorrono sia la metratura sia la classe energetica riportate sull’attestato di prestazione energetico.

L’utilizzo di questi parametri non è facoltativo ma è chiaramente prescritto all’interno degli accordi territoriali.

La metratura riportata nella certificazione energetica verrà utilizzata come base di calcolo a cui applicare i vari coefficienti mentre la classe energetica (esempio classe “B”) servirà ad applicare degli aumenti o delle riduzioni che premiano gli edifici a basso consumo.

In parole semplici se non sei in possesso della certificazione energetica del tuo immobile significa che non puoi ottenere il valore del canone massimo e, di conseguenza, non puoi fare un contratto a canone concordato.

Se stai valutando di affittare il tuo immobile a Brescia e vuoi ottenere gratuitamente il valore del canone massimo concordato questo LINK può tornarti utile.

può tornarti utile.

Ti ricordo inoltre che la certificazione energetica è obbligatoria sia per vendere che per affittare il tuo immobile.

A presto

Carlo Apostoli

 

 

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